Griot

I “Griot” sono la memoria del popolo, tramandano i saperi tradizionali della collettività.
Cantano le canzoni che riguardano la guerra, la tradizione, il rispetto.
Il termine Griot in africa occidentale indica il cantore, il bardo, colui che recita in pubblico storie memorie, poemi epici.
Queste conoscenze vengono tramandate di padre in figlio e ancora oggi i Griot vengono considerati i depositari della storia.

Noi abbiamo voluto prendere in prestito questo termine per raccontare le storie delle ragazze e dei ragazzi che arrivano qui.
Lo abbiamo fatto raccogliendo negli anni le loro testimonianze in alcuni piccoli opuscoli che potete trovare da noi in sede.

Oggi scegliamo di portare il Griot anche qui sul nostro sito, convinti che tutti debbano leggere e “ascoltare” le parole delle migliaia di ragazze e ragazzi passati da Civicozero.

Troverete tante storie: alcune drammatiche, altre meno, alcune che raccontano il viaggio fino in Italia e altre che semplicemente raccontano un episodio o una giornata particolare.

I nomi sono di fantasia per tutelare e proteggere le ragazze e i ragazzi di civicozero, ma questa è l’unica modifica che abbiamo fatto: abbiamo deciso di non toccare una virgola di quanto leggerete proprio per assicurarci che il racconto arrivi con la stessa forza con cui è stato scritto.

Buona lettura.

Questa non è tutta la mia storia.

Mi chiamo Oliver e vengo da Monte Mario e sono zingaro. Abito a Roma con la mia famiglia, ho sette fratelli e abitiamo in un campo nomadi. Frequento il Civicozero perché ho tanti problemi con la legge.

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Solo

La mia vita è come una stanza al buio e io aspetto. In questa stanza io sono vagabondo.

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Un giorno di settembre

Sono arrivato a Roma un giorno di Settembre, mi ricordo bene. Aveva piovuto tutto il giorno. Ero molto contento della pioggia, mi piace quando piove perché ho sempre fortuna quando piove. Mio unico punto di riferimento era un paesano mio che stava già in un Centro per minorenni.

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Il deserto di M.

Per prima cosa vorrei ringraziarvi per avermi dato la possibilità di scrivere la mia idea e raccontare gli ostacoli che ho affrontato.

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Il futuro di Yaw

Ciao caro, sono un ragazzo di 18 anni e frequento il secondo superiore all’istituto Professionale Agrario di Latina …

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Correre

Mi chiamo Khadar. Sono nato in Somalia nella regione Togdheer, nella città di Burco 21 ottobre.

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Tra i fascisti e la polizia

Ho sofferto per tutto il tempo che ho vissuto in Grecia fin dal primo giorno del  mio arrivo, le notti che faceva freddo senza avere un posto per dormire, la fame, dormire sotto la pioggia e la paura.

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Da Kabul a Stoccolma

Il trafficante ci ha fatto salire sul gommone, ci ha dato due remi e ci ha detto di andare dall’altro lato del fiume.

Non è stato facile aperché il gommone era piccolo e circa 30 persone erano state caricate a bordo.

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La scuola di Rostam

Durante la giornata andavo a scuola per 4 ore e il resto della giornata andavo a lavorare perché dovevo guadagnare le spese della famiglia.

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La delusione di Demba

Gli europei hanno rovinato, destabilizzato, nascosto l’immagine dell’Africa e adesso noi veniamo e ci chiudono le porte.

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Lettera alla mamma

Tra le tue braccia io sono cresciuto. Dentro il tuo cuore mi hai protetto. Dentro le tue costole mi sono nascosto e con il tuo dare mi sono dissetato.

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Come le bestie

Non credevo che viaggiare clandestinamente fosse cosi, cioè venivamo caricati e trasportati in macchina come le bestie.

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Il mural di E.

Ho conosciuto dei ragazzi che disperdono talento, forza e tempo. Forse alcuni di loro sono demotivati per le poche possibilità che un immigrato ha per integrarsi.

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Il mio nome è A.

Mi chiamo A. ho 14 anni e tra due giorni mi sposo. Vengono le signori, mi pagano soldi.
Non so quanto mi pagano.

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In nome del signore

Tanti saluti mi chiamo Amir, ho 16 anni. Salutando la mia famiglia, sono partito per un viaggio pieno di difficoltà e amarezze.

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Il viaggio di Vadim

Ion e Sergio li hanno presi, li hanno menati tutta la notte, li hanno morsi i cani sulla schiena, sui piedi, ma io continuavo a correre non sapevo dove andavo ma correvo per non farmi prendere, mi sbattevo contro gli alberi cadevo mi rialzavo e correvo avanti.

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