UN'ALTRA
STRADA

UN LUOGO
SICURO

Siamo una cooperativa sociale. Lavoriamo con ragazze e ragazzi stranieri non accompagnati a Roma, Milano e Catania.
Non gestiamo emergenze. Costruiamo relazioni. Stiamo vicini, ascoltiamo, proteggiamo e accompagniamo verso l’autonomia. Il nostro obiettivo non è risolvere: è restituire a ciascuno la capacità di scegliere.
Stare vicino ai ragazzi ci permette di vedere il mondo con occhi diversi. Civicozero è anche questo: una lente. Sul fenomeno migratorio, sulla marginalità, sulla città, sul mondo in cui tutti viviamo.
In questi anni abbiamo imparato che ogni storia è diversa, che nessun percorso è lineare, che l’autonomia non si consegna, ma si costruisce insieme, lentamente, con pazienza e rispetto.
Perché alla fine il nostro lavoro si misura in scelte: quelle che i ragazzi riescono a fare da soli, quando decidono che è il momento.

Ragazzi accolti

Paesi di origine

Hanno frequentato la nostra scuola

ESSERCI SEMPRE PER TUTTI

Essere un centro a bassa soglia vuol dire essenzialmente una cosa: la porta è aperta.
Non servono documenti, appuntamenti, requisiti. Basta arrivare.
Offriamo servizi di base, mediazione culturale e linguistica, supporto psicologico, orientamento legale. E poi la scuola di italiano, i laboratori artistici, gli sportelli per l’autonomia — abitativa e lavorativa.
Non è un elenco di prestazioni. È un sistema pensato per stare accanto a chi arriva con poco o niente, e costruire da lì. Ogni servizio è un pezzo di un percorso più lungo: quello che porta una persona a non aver più bisogno di noi.
Lavoriamo sulla bassa soglia perché crediamo che il primo passo debba essere facile. Che nessuno debba pensare di doversi meritare un aiuto prima di riceverlo.
Per questo esserci significa esserci davvero — con continuità, con competenza, con la pazienza di chi sa che certi cambiamenti richiedono tempo.

DONA A CIVICOZERO

Ogni mese, qualcuno bussa alla nostra porta per la prima volta. Non sa ancora cosa troverà. Sa solo che non ha altro posto dove andare.
Quello che succede dopo dipende anche da te.
Sostenere Civicozero significa permetterci di esserci — oggi, domani, il mese prossimo. Di tenere la porta aperta, di pagare gli operatori, di mantenere i servizi che molti ragazzi non trovano altrove.
Una donazione regolare è la forma di sostegno più preziosa che possiamo ricevere. Non perché valga di più, ma perché ci permette di programmare, di non fermarci, di non dover scegliere cosa tagliare quando i fondi scarseggiano.
Scegli tu quanto e come. Noi ci mettiamo il resto.

PER L'ALTO MARE APERTO

Questo blog nasce dal desiderio di raccontare quei momenti in cui l’esperienza sfida le regole e la complessità prende il sopravvento. Uno spazio per riflettere, interrogarsi e restare inquieti, come l’Ulisse di Dante: sempre in cerca di senso, anche nel quotidiano.

AL LORO FIANCO.
OVUNQUE

Via Garofalo, 44
20133

indicazioni →

+39 340 3356470

Via dei bruzi, 14
00185

indicazioni →

+39 347 243 4799

Via Gorizia, 32a
95129

indicazioni →

+39 392 2831798

DANDO VOCE A CHI NON CE L'HA

I “Griot” sono la memoria del popolo; tramandano i saperi tradizionali della collettività.
Il termine Griot in Africa occidentale indica il cantore, il bardo, colui che recita in pubblico storie, memorie, poemi epici.
Queste conoscenze vengono tramandate di padre in figlio e ancora oggi i Griot vengono considerati i depositari della storia. Noi abbiamo voluto prendere in prestito questo termine per raccontare le storie delle ragazze e dei ragazzi che arrivano qui.
Troverete tante storie: alcune drammatiche, altre meno, alcune che raccontano il viaggio fino in Italia e altre che, semplicemente, raccontano un episodio o una giornata particolare.
I nomi sono di fantasia per tutelare e proteggere le ragazze e i ragazzi di Civicozero, ma questa è l’unica modifica che abbiamo fatto: abbiamo deciso di non toccare una virgola di quanto leggerete proprio per assicurarci che il racconto arrivi con la stessa forza con cui è stato scritto.

UNISCITI ALLA SQUADRA

Lavorare con Civicozero significa scegliere un’altra strada. Non nel senso di rinunciare a qualcosa, ma nel senso di trovare un modo diverso di stare nel mondo — più vicino, più lento, più attento.
È un lavoro che richiede presenza. Non basta essere competenti: bisogna saper ascoltare quando non si capisce, restare quando sarebbe più facile andare, fidarsi di un processo che non ha tempi certi.
In cambio, si impara a vedere. I ragazzi con cui lavoriamo ci hanno insegnato più di quanto immaginiamo.

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NON SI LAVORA DA SOLI

Il nostro lavoro non si fa da soli.
Nel corso degli anni abbiamo costruito relazioni con istituzioni, organizzazioni internazionali e realtà del terzo settore che condividono il nostro sguardo — o che ci sfidano ad allargarlo. Perché lavorare in rete non è una strategia di visibilità: è un modo di essere più efficaci, più informati, più capaci di incidere su un fenomeno complesso.
Ogni partnership è una conversazione. Con chi finanzia, con chi ricerca, con chi opera sul campo in altri contesti. Da queste conversazioni impariamo, correggiamo, miglioriamo.